Slow Horses (Serie TV)
Una serie TV che vale da sola il prezzo dell'abbonamento ad una piattaforma digitale (AppleTV in questo caso) almeno per il tempo necessario a godersi per intero le 5 stagioni uscite, tratte dai libri di Mick Herron. La qualità della scrittura, le trame solide e avvincenti, l'incrocio tra l'action movie e le amare spy-stories di Le Carrè, condite dallo humor sarcastico e nero della commedia inglese ne fanno un prodotto di livello altissimo, raramente apprezzabile tra i prodotti seriali. E su tutto spiccano le stupende prove attoriali (Una Kristin Scott Thomas lady di ferro dall'ambizione smisurata ai vertici dei Servizi e Gary Oldman nei panni di Jackson Lamb, vecchio membro deil' MI5 con al passato una lunga attività sul campo durante la guerra fredda, capo di una sezione di reietti e casi umani messi ai margini dei servizi per la loro incapacità o problemi personali (gioco d'azzardo, alcolismo, droghe, ecc.)
Paul Thomas Anderson Una battaglia dopo l'altra
Paul Thomas Anderson è con Christopher Nolan il regista più importante degli ultimi 20 anni. Un profondo conoscitore e rielaboratore della storia del cinema, con uno sguardo del tutto personale e spesso spiazzante. La sua ricerca della perfezione formale (non solo visiva, anche di scrittura e sceneggiatura) però spesso risulta spiazzante e fredda, tanto da risultare spesso insignificante, non banale ma fredda ed esangue. Però è un grande confezionatore e con il suo ultimo "Una battaglia dopo l'altra" crea, giocando con i generi e l'iconografia filmica, un cocktail cinematografico gustoso e potente (come forse solo il suo precedente "Il petroliere" era riuscito a fare, E i cocktail con i giusti ingredienti e un miscelatore esperto e ispirato sono un piacere da non perdere.
Rassegna "Li vestiva Giorgio Armani"
Il 4 Settembre è scomparso Giorgio Armani. Molte parole sono state dette sulla sua figura, il suo genio, la sua vita, la sua importanza per la moda e per il tanto in voga "made in Italy". Profondamente legato a Milano (su Youtube potete trovare un gustoso siparietto tra lui ed Enzo Jannacci che sono stati compagni di scuola alle elementari), chi frequentava i cinema lo trovava molto spesso mischiato alla folla in platea (oltreché agli eventi sportivi delle squadre che sponsorizzava. E con il cinema Giorgio Armani ha sempre avuto un rapporto privilegiato, vestendo gli attori in film internazionali e nazionali. La Cineteca Milano dedica al forte connubio tra lo stilista e la settima arte una rassegna di 5 film in cui i suoi vestiti sono diventati iconici. "Li vestiva Giorgio Armani" proietterà dal 27 Settembre al 29 Ottobre questi 5 capolavori al MIC (Museo Interattivo di Cinema) di Viale Fulvio Testi 121
Werner Herzog Rassegna "Film estremi: 18 capolavori di Wener Herzog"
La 82a Mostra del cinema di Venezia che si svolge quest'anno assegna il Leone d'Oro alla Carriera al fenomenale regista Werner Herzog, protagonista della stagione del "Nuovo Cinema Tedesco" e instancabile cineasta che esordisce negli anni sessanta e la cui ultima produzione filmica è del 2022 (oltre ad essere molto attivo nell'allestimento e regia di teatro e d'opera). In occasione del premio veneziano a Milano la Cineteca Italiani organizza al Cinema Arlecchino una rassegna dei suoi film più importanti che durerà fino a fine settembre (con coda anche in ottobre e visioni possibili anche all'Anteo Palazzo del Cinema ) per presentare i suoi film più importanti.
Michael Lockshin Il maestro e Margherita
Nel cinema ci sono alcune missioni ce sembrano quasi impossibili. Una di questa è di rendere filmicamente uno dei romanzi più grandi del secolo scorso: "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov (scritto tra il 1928 e il 1940, pubblicato all'estero in maniera integrale solo nel 1968). In molti ci hanno provato, senza mai raggiungere l'obiettivo (forse il tentativo meno infelice è stato il film del 1972 del regista iugoslavo Aleksandar Petrovic, con Ugo Tognazzi protagonista). E' un romanzo molto complesso, in cui si sovrappongono piani narrativi diversi, in cui si mescolano filosofa, storia d'amore e satira politica, situazioni immaginifiche e grottesche con squarci realisti sulla vita e sul potere oppressivo. Quello di Michael Lockshin (russo di origini americane) pur con qualche pretenziosità e spettacolarizzazione hollywoodiana è senza dubbio una operazione riuscita.
Danny Boyle 28 anni dopo
L'estate è per antonomasia il periodo dei film horror e tra i sottogeneri di maggior successo ci sono certamente i film di zombie. Ma anche per chi non ama affatto il genere nel 2002 era uscito "28 giorni dopo", film di Danny Boyle (quello di "Trainspotting" per intenderci) che pur giocando con gli stereotipi si era imposto per lo stile (sgranato come un vecchio super8 e che sembrava a tratti una diretta giornalistica, effetto dell'uso di telecamere digitali di bassa risoluzione) e per un giovanissimo nuovo attore: Cillian Murphy. Ora è uscita la terza parte del racconto "28 anni dopo" che ha perso l'innovativa visuale dell'esordio (ma trova un altro grande attore: Ralph Fiennes) e spinge ancora di più sull'effetto splatter, ma cheguadagna in complessità, diventando una metafora politica evidente sulla Brexit e sulle distorsioni del tribalismo di ritorno