CULTURA E TEMPO LIBERO

AREA LIBRI | ARCHIVIO

L'ultimo colpo
Don Winslow


Come nasce la violenza, quali meccanismi stanno dietro ai rapporti di potere tra gli uomini , come il destino e gli errori della vita possono far diventare un uomo normale un omicida o un criminale? Queste sono le domande che animano i sei racconti lunghi (o romanzi brevi che dir si voglia) raccolti nell'ultimo libro di Don Winslow, edito da HarperCollins con la traduzione di Alfredo Colitto. Un viaggio a tappe nel lato oscuro dell'America e dell'umanità più in generale, Sei racconti con stili, ritmi e personaggi diversi, tenuti assieme dall'ironia e da uno sguardo lucido che non giudica ma descrive le sfaccettature di una umanità spesso marginale che deve fare i conti con i propri errori, le proprie ambizioni e con i suoi tentativi di dare un senso ad una vita caotica e sempre in bilico sull'abisso. La tensione tra le scelte ed il destino, le conseguenze dei propri errori e la tragicità delle proprie aspirazioni rendono questi racconti una sorta di parabole morali senza però nessuna ostentazione o giudizio, solo pura osservazione di traiettorie esistenziali che siano contestualizzate in storie criminali, dialoghi tra balordi, racconti polizieschi o di cadute dovute a destini beffardi o spiazzanti casualità. Niente più epica tragica del crimine, come nelle sue monumentali trilogie precedenti, ma osservazione lucida e implacabile del teatro umano.
Le fascette di copertina sono ovviamente delle acchiappa-attenzione per le esposizioni di libreria, ma, anche se esagerato, il giudizio di Stephen King che pubblicizza il libro di Winslow ("Il miglior crime che io abbia letto negli ultimi vent'anni") potrebbe non essere così sbagliato o ridicolmente fuorviante