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Riparare i torti
Pino Cacucci


Nel 1940, all'entrata in guerra dell'Italia mussoliniana al fianco del Terzo Reich, una decina di navi mercantili italiane (perlopiù petroliere, si trovavano a navigare nel Golfo del Messico). Diventate immediatamente obiettivo per la marina Inglese, gli equipaggi decisero di chiedere ospitalità al Messico e si rifugiarono nei porti messicani (più avanti, con l'entrata in guerra degli Stati Uniti e sotto loro pressione le autorità messicane avrebbero requisito le navi "ospiti" per aumentare la flotta della società statale creata con la nazionalizzazione dell'industria petrolifera). Molti dei marinai italiani si stabilirono e si crearono delle famiglie in Messico (una nutrita comunità di loro discendenti sono ancora presenti nelle città portuali). Su questi fatti storici si sviluppa la storia di "Riparare i torti", che ha come protagonisti Furio (nostromo della nave "Lucifero") e Amalia, una bella e misteriosa indigena proveniente dal Chiapas dove è stata prigioniera e seviziata in una grande azienda agricola di proprietà di tedeschi (la presenza nella regione di latifondisti tedeschi legati al regime hitleriano è altro fatto storicamente comprovato) che complottano con i simpatizzanti nazisti locali per organizzare un colpo di stato che porti il Messico a fianco dell'Asse. Furio verrà coinvolto in una storia di spionaggio, vendetta, scelte dolorose e violenza, assumendosi la responsabilità di fare qualcosa per "riparare i torti". Una trama avventurosa coinvolgente e godibile che al di là della ricostruzione storica guarda soprattutto alle scelte individuali con cui nelle trame della storia con la S maiuscola i singoli individui devono cercare di trovare la propria strada e il proprio destino.