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Londra
Louis Ferdinand Céline


Se avete letto i suoi capolavori "Morte a credito" e "Viaggio al termine della notte" sapete che Céline ha una scrittura deflagrante, stilisticamente e contenutisticamente. Il ritrovamento dei suoi manoscritti sequestrati nel suo appartamento parigino dalla resistenza francese dopo la sua fuga con la moglie e il gatto alla fine della guerra con la sconfitta del nazismo, per sfuggire alla accusa di collaborazionismo con la Repubblica di Vichy (sotto cui pubblicava terribili pamphlet antisemiti) ha aperto un mondo di spunti letterari di grande importanza per capire il suo percorso di scrittore Nessuno di questi manoscritti ha la forma di un libro compiuto. Perlopiù si tratta di stralci, di prime stesure, di materiale collaterale ai libri pubblicati, di abbozzi più o meno elaborati di nuovi libri. Dal 2021 è iniziata la pubblicazione di questo materiale, spesso con criteri editoriali arbitrari e poco aderenti ad uno studio filologico serio, ma si tratta di monetizzare dei diritti di pubblicazione acquisiti a cifre esorbitanti. Pur nei limiti di questa operazione, queste nuove pubblicazioni contengono pagine meravigliose, più grezze del libri pubblicati dall'autore stesso, ma anche più estreme e dissacranti perché non riviste dall'autore (e ovviamente anche a tratti più noiose e superflue). Adelphi pubblica in Italia "Londra", che raccoglie i quaderni in cui Céline romanza sul suo soggiorno londinese dopo la sua esperienza nella prima guerra mondiale.
E' la Londra dei quartieri più malfamati, dove si ritrova la malavita francese che ha disertato per non andare al fronte, dei postriboli di Soho, dei bar dei Docks, dove si muove una umanità disperata e dissoluta. Ferdinand (il protagonista) si muove tra personaggi stravaganti e pericolosi, magnaccia e prostitute, ladri, mendicanti e anarchici russi ubriaconi, in un vortice di risse e sesso , un mondo pieno di violenza ma anche di filosofia e divertimento. Tutti portano ferite profonde e cinismi difensivi, deliri nichilisti e miserie inguaribili. Paradossalmente (e stranamente) l'unico personaggio che sembra avere dei tratti positivi è un medico ebreo che convince il protagonista ad intraprendere la carriera medica cercando di instillargli un pò di senso altruistico e di apertura all'umanità. Un tourbillon di situazioni e discorsi condotti con quello stile provocatorio, delirante volgare e iperrealistico che poi si ritroverà nei suoi romanzi compiuti, ma qui forse ancora più estremo, quasi pornografico. Certamente la seconda parte del libro diventa ripetitiva, allungata e a tratti noiosa. Ma si può vedere a tratti il Cèline più dirompente, esplosivo e selvaggio che si ritrova nelle sue opere più grandi