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Vangelo Nero
Seicho Matsumoto
Il romanzo è diviso sostanzialmente in due parti. Nella prima si svolgono tutti i fatti che portano all'assassinio di una giovane e bella ragazza giapponese convertita al cattolicesimo che diventa hostess della compagnia aerea BOAC da parte di un giovane prete occidentale che da fervente missionario, divenuto economo del suo istituto religioso, rimane invischiato nei loschi traffici di contrabbando e mercato nero che l'Ordine gestisce con lo scopo devotissimo di espandere la sua importanza ed influenza (seguendo il principio poco cristiano che "pecunia non olet"). Nella seconda invece si racconta l'indagine, dove polizia e giornalisti fanno a gara per arrivare a risolvere il caso, andando a sbattere contro il muro di omertà che la Chiesa erge a sua difesa e alle protezioni degli alti dignitari giapponesi che fanno di tutto per ingraziarsi i loro nuovi padroni occidentali. Siamo nel Giappone del dopoguerra, devastato dalla sconfitta e dall'atomica, un paese che vive quasi esclusivamente degli aiuti dei vincitori occidentali, diventando terra di conquista e di rapina oltreché terra da redimere anche attraverso la conquista culturale e religiosa. Il senso di superiorità degli occidentali verso i nemici sconfitti e la sudditanza e complicità delle alte sfere del paese sconfitto sono chiaramente oggetto dell'analisi sociale di Matsumoto, che fa emergere un paese allo sbando che fa da contraltare ai paesaggi idilliaci minuziosamente tratteggiati. Squarci di piccola vita di provincia diventano lo sfondo della feroce rapina dell'avidità degli affaristi occidentali e delle classi dirigenti ad essi genuflesse. E’ proprio nei contrasto tra la dolcezza delle minuziose e auliche descrizioni di una Tokio che ancora è un ammasso di villaggi immersi in foreste e corsi di acqua con la presenza imponente della Chiesa cristiana che incute rispetto e devozione ma è insieme inquietante ed estranea che si inserisce la banalità del male. La cupidigia e il desiderio di potere di una istituzione unitamente alla vanagloria e agli appetiti individuali travolgeranno un giovane prete rendendolo assassino della sua amante che rimane invischiata nella corruzione. E la complicità succube degli alti dirigenti nipponici a impedire alla polizia e al bravo commissario di penetrare la cappa di impunità che circonda l'istituzione religiosa occidentale E’ un ritratto di un paese sconfitto, genuflesso e vergognoso della propria identità. Il racconto poliziesco diventa discorso politico e analisi sociale quasi più potente della narrazione "noir". E’ la corruzione e la perdita di dignità delle classi dirigenti giapponesi preoccupate di non incrinare i loro rapporti con gli occidentali a rendere intoccabili la Chiesa e a rendere vano il lavoro coscienzioso (per quanto apparentemente svagato) del detective Rokuro (che a tratti ricorda il Commissario Adamsbreg di Fred Vargas). Ma a rendere questo romanzo prezioso è stile limpido, che alterna la precisione del giornalismo di inchiesta, la delicatezza di molte opere di paesaggisti giapponesi e una sguardo profondo delle miserie e delle illusioni umane. Se ci dedicate la dovuta pazienza, ne trarrete grande godiment