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Inimicizie letterarie
Giulio Passerini (Italo Svevo Editore)
Fin dall'antichità le dispute retoriche sono state forme sublimate della guerra, dove l'intelligenza e la arguzia polemica diventavano armi più affilate delle spade. La polemica è una forma elaborata degli istinti conflittuali che appartengono a tutti gli umani, anche alle menti migliori, che pure soggiacciono ad antipatie, invidie e rivalità, E' veramente godibile leggere questa rassegna di liti, giudizi sprezzanti, scontri verbali (a volte degenerati in scontri fisici come nel caso della lite fra Norman Mailer e Gore Vidal o tra Gabriel Garcia Marquez e Mario Vargas Llosa, ma qui pare ci fosse di mezzo il tradimento di una moglie) che Giulio Passerini ha raccolto nel libro "Inimicizie letterarie" (edito da Italo Svevo Editore). Certo, da un lato c'è la consolazione del misero lettore nel constatare come i suoi idoli letterari fossero anch'essi preda di istinti più bassi, gelosie, invidie, rivalità, vendette, pettegolezzi e risentimenti. Ma sicuramente assistere a uno scontro tra titani (o anche solo all'unilaterale avversità verso altri spiriti) è uno spettacolo di alto livello. E anche le offese o le stroncature tra autori grandissimi (spesso originate da invidie, incomprensioni o antipatia) sono tanto feroci quanto sublimi. Se Mark Twain sparge il suo disprezzo su Jane Austen (dicendo che una biblioteca senza libri era migliore di una biblioteca che contenesse un libro della Austen) o Virginia Woolf che altalena molto nei suoi giudizi sull'"Ulisse" di Joyce, ma arriva a definirlo "l'opera di un nauseabondo studente universitario che si schiaccia i brufoli", si può vedere che la polemica è un motore creativo di confronto con gli altri per affermarsi come più bravi. Ma la ferocia nello scambio di battute tra Truman Capote e Gore Vidal ci mostra come ci voglia del genio anche nelle bassezze. Capote, a cui veniva chiesto delle offese precedenti tra lui e Vidal disse "Certo che mi dispiace ancora per Gore, mi spiace moltissimo che debba continuare a respirare ogni giorno.". Vidal dal canto suo, rispose che la morte di Capote era stato "un buon salto di qualità" dell'avversario.