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Anselm Kiefer. Le Alchimiste


Una specie di Pantheon femminile, un ciclo monumentale di grandi teleri (quasi sei metri per tre) dedicati a donne che (spesso sotto mentite spoglie maschili in una epoca in cui alle donne era negata ogni capacità di sapere e di intelletto e sempre a rischio di processi per stregoneria) hanno fatto esperimenti, scritto libri, raccolto conoscenze nel periodo di passaggio tra la magia e la scienza che è stato il rinascimento europeo e gli studi ermetici e alchemici. E Kiefer del resto è il più alchemico e mistico degli artisti moderni, dove il fascino misterico delle sue opere diventa però strumento di conoscenza della condizione umana e dei suoi misteri. E come i comandamenti alchemici "Sapere, Osare, Volere, Tacere" sono anche una perfetta descrizione della sua pittura, in cui dal magma materico emergono figure umane che sono però accennate, in trasformazione, sempre a metà tra angeli e demoni. Immerse nei colori (l'oro, il nero, l'azzurro che sono colori alchemici per eccellenza) e nel caos della tela, Sono celebrate donne più o meno conosciute la cui memoria però è stata cancellata (tra le prime la milanese Caterina Sforza, figura politica e militare e autrice di "Experimenti", testo di ricette cosmetiche e farmaceutiche sperimentali e di ricerche alchemiche e la celebre Cristina di Svezia, non solo una grande erudita e collezionista di opere ermetiche ma anche grande amica di Cartesio che riuscì a portare alla sua corte per discutere di filosofia). Donne che hanno osato infiltrarsi nel campo del sapere che era riservato agli uomini e che hanno fatto da apripista al metodo sperimentale e scientifico, unendo curiosità e rigore intellettuale col potere trasformativo e generativo tipico del femminile.
E le opere dialogano direttamente con lo spazio espositivo: la affascinante Sala delle Cariatidi, danneggiata irrimediabilmente dall'incendio provocato dalle bombe della seconda guerra mondiale che hanno cancellato le sculture femminili originarie e lasciato ferite le pareti. Una sala di grande fascino e rovina che nel 1953 aveva ospitato l'esposizione della "Guernica" di Picasso e che ora interagisce con la trasformazione e la rigenerazione alchemica delle opere di Kiefer in modo perfetto, anche grazie al gioco di riflessi creato dagli specchi presenti