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Quello che possiamo sapere
Ian McEwan (Einaudi)
Nel 2119 la Terra è stata sconvolta dal Grande Disastro (conseguenza del cambiamento climatico e della guerra nucleare) che ha causato una inondazione che ha sommerso buona parte del pianeta. Il mondo (e la Gran Bretagna in cui è ambientata l'opera) è ridotto ad una serie di isole ed la civiltà umana è regredita in numero e ricchezza. Lo storico della letteratura degli anni 1990-2030 (i nostri anni) Thomas Metcalfe, è ossessionato dalla ricerca di una opera perduta scritta dal famoso poeta Francis Blundy. Si tratta di una corona di sonetti dedicata alla moglie Vivien che viene declamata nell'occasione della festa del suo compleanno nel 2014. Dell'opera non c'è più traccia e Metcalfe con la sua assistente si mette alla ricerca di tutto il materiale autobiografico delle persone presenti alla festa andando a spulciare i documenti della biblioteca oxfordiana ora trasferita a "Snowdonia" (nel nord del Galles) per preservarla dalle acque che hanno sommerso la sede originaria. Una caccia al tesoro che è una vera e propria ricerca di un mondo (la nostra epoca) visto con invidia e nostalgia per una varietà, ricchezza e cultura oramai perduta. La sua ricerca del testo perduto (che ricorda in qualche modo quella del bellissimo "Possessione" di Antonia S. Byatt) svelerà brandelli del mondo passato e così tanto idealizzato, su fonti come le fotografie, i diari, le email e i post social dei partecipanti. Riuscirà a ricostruire moltissimi dettagli e via via emergono le invidie, gli amori, i tradimenti e forse anche un omicidio legato a quella poesia. E il romanzo si sviluppa in una seconda parte che ci riporterà ai giorni nostri e mostrerà quel tempo "dell'abbondanza" come ricco di arte e poesia ma anche di ignoranza e cecità che porterà al disastro successivo. un mondo schiavo di avidità, di pulsioni e stupidità che lo hanno minato dall'interno.
Un duplice punto di vista costruito in modo perfetto che si rivela unaanalisi dell nostro tempo e dei suoi problemi e al contempo una riflessione profonda sulla nostalgia e sulla necessità di capire il passato, su che cosa sopravvive di noi, su ciò che lasciamo e ciò che si perde nella storia, rendendo la verità opaca, una illusione che solo la letteratura riesce arendere viva inventando mondo diversi.