La fine dell'anno è il periodo di classifiche relative all'anno passato. La rivista Finestre sull'Arte ha pubblicato (basandosi sul giudizio di un panel di 100 tra critici d'arte, storici dell'arte, giornalisti, galleristi, artisti ) la classifica delle migliori mostre d'arte italiane del 2025, divise tra Arte antica e moderna e Arte contemporanea (qui se volete vedere le classifiche per intero: https://www.finestresullarte.info/focus/le-migliori-mostre-del-2025-secondo-la-giuria-di-esperti-di-finestre-sull-arte ). Tra le mostre di arte contemporanea troneggia la mostra dedicata a Nan Goldin aperta all'Hangar Bicocca di Milano fino al 15 Febbraio 2026 (se siete curiosi per la sezione Arte antica e moderna ha ovviamente vinto la mostra sul Beato Angelico a Firenze).
Una ampia retrospettiva itinerante organizzata dal Moderna Museet, Stoccolma, in collaborazione con Pirelli HangarBicocca, Milano, Stedelijk Museum Amsterdam, Neue Nationalgalerie, Berlino, e Grand Palais Rmn, Parigi che raccoglie molta della sua produzione fotografica organizzata in slide-show (che ne fanno una sorta di cineasta) proiettati dentro alle strutture architettoniche (stanze, capanne, cubicoli che formano una specie di villaggio costruito all'interno dell'Hangar) ideate dalla architetta (e collaboratrice di Nan) Hala Wardè. Fin dall'inizio il suo approccio alla fotografia non è tanto un prodotto dell'osservazione, quanto della adesione emotiva ai soggetti che ritrae: la sua comunità di amici e amiche (e lei stessa) con cui conduce una vita fuori dagli schemi nella scena dell'underground newyorkese e di altre città. Sono foto commoventi e crude, talvolta disturbanti di una società ai margini che rivendica la sua identità e la sua libertà. Omosessuali, transesssuali, punk, skinhead, glamour e sesso estremo, vitalità e trauma, soprattutto quando aids e droga devastano queste comunità. E la sua arte attraverserà anche il dolore e la morte, la dipendenza e l'abbruttimento, sempre alla ricerca spasmodica e libera della bellezza. Una artista che non smetterà mai di essere politica, di denunciare le discriminazioni da quelle verso i travestiti e i trans degli anni 70 e 80 alla sua lotta contro le dipendenze e le case farmaceutiche responsabili della crisi terribile degli oppioidi, fino alla difesa degli abitanti di Gaza nei nostri giorni. Sempre stravolgendo i canoni di bellezza tradizionali e sfidando le norme sociali, in intima relazione con gli emarginati e i ribelli, ma senza alcuna rabbia, costruendo con le sue foto un grande abbraccio emotivo e amorevole per l'umanità e le sue ferite.
Sito per informazioni e prenotazioni (l'Hangar Bicocca è completamente gratuito): https://pirellihangarbicocca.org/mostra/nan-goldin/
A Nan Goldin, alla sua vita, la sua arte e la sua militanza politica è dedicato il film-documentario "All the beauty and the blodshed" (in italiano il titolo è "Tutta la bellezza e il dolore") presentato alla Mostra cinematografica di Venezia nel 2022 dove ha vinto il Leone d'Oro