CULTURA E TEMPO LIBERO

AREA: musica | ARCHIVIO

Florence and The Machine Eerybody scream

Non abbiamo mai seguito con attenzione la carriera di Florence Welch e del suo gruppo Florence and The Machine, pur apprezzando la sua intensità vocale. Ma l'album "Everybody scream" uscito nel settembre di quest'anno contiene (parere del tutto personale) la miglior canzone del 2025: "One of the greats". E' una poesia legata all'esperienza quasi mortale avuta dalla cantante nel 2023 e parla di rinascita e della sofferenza necessaria a riprendere il proprio posto nel mondo, della forza necessaria ad una donna per trovare la sua grandezza in una industria musicale dominata dai maschi, di amore e di perdita, della vulnerabilità e del potere. E se questa è la meravigliosa chicca, tutto l'album si impone all'ascolto con intensità e forza. Il 3 di Luglio Florence&TM saranno in concerto a Milano in occasione dell'IDays Festival

Pharaoah Sanders Love Is Here - The Complete Paris 1975 ORTF Recordings

Un omaggio al grande jazzista scomparso nel 2022 questa pubblicazione delle registrazioni complete delle esibizioni del 1975 alla Maison de la Radio de Parigi, restauro e digitalizzazione diretta delle bobine stereo dell'epoca. curata dall'etichetta Transndence Sounds. Una registrazione cristallina di una sessione dal vivo che segna un momento di passaggio fondamentale nella carriera dell'artista e del suo personale percorso (non sempre apprezzato dalla critica) nella musica jazz. Considerato l'erede di Coltrane ed esaurito il tumultuoso e radicale periodo delle sperimentazioni free-jazz qui assistiamo al suo indirizzarsi (sempre in rielaborazione di Coltrane ovviamente) ad un jazz più morbido, spirituale e riflessivo, in cui fa convivere la sua esplosività musicale con la riflessione e la misura lirica. Una nuova direzione che segnerà tutti gli anni successivi non solo dell'artista, ma di una parte del jazz contemporaneo

Lucrecia Dalt A danger to ourselves

Artista colombiana trasferitasi a Berlino e che lavora tra Stati Uniti ed Europa, miscela le sue origini musicali sudamericane con uno sperimentalismo elettronico che inizialmente si è diretto verso la dance music per poi rarefarsi sempre più in atmosfere astratte e concettuali. Il suo "A danger to ourselves", prodotto dallo storico leader dei Japan David Sylvian, è una confessione autentica e magnetica delle fragilità e della forze a cui ci si espone quando l'amore fa cadere le difese e costringe ad esporre e mettere in gioco la propria intimità . Non è un ascolto immediato, ma perdersi nei loop elettronici e nei tessuti complessi delle percussioni e della voce eterea di Lucrecia Dalt è emozionante e straniante,

Robert Plant (with Suzie Dian) Saving Grace

Il passato delle vecchie glorie del rock classico degli anni Settanta spesso oscura il loro presente. Perlopiù artisti di vecchia e grande fama si arrabattano riproponendo il loro repertorio classico, spesso con risultati macchiettisti. Non è questo il caso di Robert Plant,, vocalist dei leggendari Led Zeppelin, sopravvissuto come molti della sua epoca ad eccessi di ogni tipo, ma in grado di uscire dai binari e di cercare per sentieri diversi e inaspettati una sua strada per la bellezza della musica. E forse a raggiungere quella "Saving Grace" che dà il titolo al suo ultimo album uscito a Settembre 2025

Radiohead Hail To The Thief (Live Recordings 2003 - 2009)

Ancora un disco dei Radiohead. Un disco live che raccoglie una serie di registrazioni di concerti tenuti tra il 2003 e il 2009 a Londra, Dublino, Amsterdam e Buenos Aires. I brani sono quelli dell'album "Hail to the Thief", che in queste esecuzioni live emergono con la potenza e intensità maggiore rispetto alle versioni registrate in studio, più elaborate e costruite. Qui il suono elettrico viscerale, ipnotico e disturbante sale alla sua massima potenza emotiva, la psichedelia esplode e diventa una sorta di rito tribale affascinante. In attesa della nuova serie di concerti, un disco che ci ricorda come i Radiohead siano il gruppo più importante e innovativo dell'inizio del nuovo millennio

Beth Gibbons Lives Outgrown

Chi non ha dimenticato il fenomeno del "Bristol sound" (il Trip Hop dei Massive Attack, Tricky e dei Portishead) si ricorderà della voce fragile ma intensa ed emotivamente potente di Beth Gibbons (cantante dei Portishead, per l'appunto). Dopo lo scioglimento del suo gruppo e poche produzioni soliste e sinfonico/sperimentali ha fatto uscire nel 2024 uno dei migliori album dell'anno (registrato però nell'arco di dieci anni). Un ascolto che non passerà di moda, un disco che abbandona i break beat della band originaria e vira verso un folk sperimentale con tratti psichedelici e jazzistici. Una riflessione densa sul tempo che passa, sulle conquiste e sulle perdite di una donna sulla soglia dei 60 anni, sulla vita e sulla morte