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Various Artists The Power of the Heart: A Tribute to Lou Reed

Ogni occasione è buona per ricordare la traccia indelebile che Lou Reed ha lasciato nel rock prima con i Velvet Underground e poi con una sterminata, camaleontica e struggente carriera solista. Forse i "tribute" album sono operazioni perlopiù commerciali, rivolte ai fan, ma sentire artisti di vario tipo e calibro immergersi nelle canzoni di Lou Reed e reinterpretarle con sensibilità e riconoscenza è pur sempre opera meritoria che ci permette non tanto di rivivere emozioni passate ma celebrare la potenza creativa di canzoni che non sfioriscono mai.

Melvins Tarantula Hearts

Una band sulla scena da quarant'anni, che riesce sempre a stupire con le sue dissonanze e gli scarti stilistici pur interni al genere metal, riesce nel 2024 a produrre uno dei suoi migliori album. A dimostrazione che il rock può ancora dire qualcosa che non sembri stereotipato e che può ancora stupire, sempre che le vostre orecchie possano sopportare il "rumore sporco"

Beyoncè Cowboy Carter

"La gioia nel creare musica sta nel fatto che non ci sono regole": Questa affermazione di Beyoncè sembrerà un pò stereotipata, ma il suo nuovo disco (Act II di una trilogia iniziata con "Reinassence" e le sue incursioni nel mondo dance) "Cowboy Carter" è la dimostrazione che se hai talento, puoi permetteri di rompere le barriere dei generi e produrre un disco lunghissimo, pieno di rimandi e intersezioni che si consacra come la produzione di una vera artista, emancipandola dalla immagine di semplice "diva"

Peter Gabriel I/O

L'ultimo album di Peter Gabriel risale al 2002 ("Up", uscito a sua volta 10 anni dopo il precedente "Us"). Ma 21 anni di attesa sono giustificati dall'ennesimo capolavoro prodotto da un artista a tutto tondo, Niente di rivoluzionario ma una rielaborazione raffinata e ispirata degli stilemi che hanno contraddistinto la sua musica (lui che è stato uno dei protagonisti assoluti della "world music" in tempi in cui, come ha fatto notare qualcuno, nessuno si sarebbe sognato di parlare di "appropriazione culturale"). Circondato dai suoi musicisti di riferimento di sempre (Tony Levin, Manu Katchè, David Rhodes) e vecchi amici (Brian Eno, Richard Russell e, tra gli altri, il trombettista Paolo Fresu) ci ha regalato un altro godibilissimo disco di grande spessore musicale e umano.

Daft Punk Random Access Memory (drumless edition)

Nel maggio del 2013 esce "Random Access Memories", ultimo disco prodtto dal duo di dj e musicisti francesi Daft Punk. E' un grande successo, vince 3 Grammy Award, tra cui quello per Best album of the Year ed è spesso citato nelle classifiche tra le opere che hanno segnato la loro epoca. In occasione del decennale dalla pubblicazione del disco i Daft Punk (che si sono poi sciolti) hanno fatto uscire una riedizione De Luxe (con molto materiale accessorio, interviste, demo, outtakes) e ora hanno pubblicato una versione "drumless" (cioè depurata da ogni presenza di batteria e percussioni) del disco originale. Una operazione bizzarra che perè evidenzia l'originalità e forza di quell'opera

Jungle Volcano

Si può ancora nel 2023 comporre un album stracarico di riferimenti alla disco music degli anni '80, al funky-soul più leggero, al puro divertimento danzereccio (stile Studio 54 e sound of Philadelphia) e mescolarli con influenze più contemporanee, dal rap all'elettronica (leggera) e creare un prodotto che spicca non per furba affabilità ma per inventiva e novità? L'ascolto dell'ultimo disco del duo britannico Jungle (arricchito di molte collaborazioni) ci fa dire di sì, anche per chi non ha mai avuto grande propensione per i generi. Un disco di godibilità leggera ma assoluta.